Il vuoto normativo e il ruolo dei tribunali: il retail gambling in attesa di risposte
Durante l’SBC Summit, i leader dell’iGaming hanno analizzato la paralisi del settore retail gambling italiano. La tanto attesa riforma delle scommesse si è infatti incagliata nella politica. La causa principale riguarda l’imminente scadenza elettorale nel Paese. Nessun esecutivo intende affrontare una riorganizzazione così complessa prima del voto. Gli esponenti politici preferiscono evitare temi controversi in campagna elettorale. Di conseguenza, ogni intervento normativo è stato rinviato al periodo post-elettorale. Il mercato terrestre resta quindi bloccato in una fase di profonda incertezza.
La cornice tecnica della legge era in realtà già pronta da tempo. Lo Stato centrale doveva fissare orari, distanze minime e limiti di rete. Le Regioni e i Comuni avrebbero poi gestito la parte operativa sul territorio. Questo modello bilanciato avrebbe garantito regole omogenee in tutta Italia. Lo stallo ha però creato un’anomalia istituzionale molto pericolosa per tutti. Dove la politica manca, interviene inevitabilmente la magistratura con le sue sentenze. I tribunali stanno così scrivendo le regole del gioco tramite singoli ricorsi. I magistrati tuttavia non conoscono le reali esigenze industriali di questo comparto. Si crea così un mosaico normativo frammentato e imprevedibile per le aziende.
L’opinione degli esperti
Questa incertezza danneggia enormemente gli operatori e la rete di vendita. Davide Diodato di HBG Online ha evidenziato un grande paradosso del sistema. Le concessioni online durano nove anni e garantiscono una programmazione chiara. Le licenze terrestri vengono invece rinnovate ogni anno con semplici proroghe. Gli imprenditori non possono pianificare investimenti tecnologici e strategici a lungo termine. Questa instabilità cronica blocca gli investimenti nei locali e le nuove assunzioni. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i piccoli esercenti locali.
Anche Marco Tiso di Sisal ha espresso forte preoccupazione per il settore. La rete terrestre si basa ancora su regole vecchie di oltre vent’anni. Le norme attuali non riflettono l’evoluzione tecnologica del mercato moderno. Il mancato riordino rappresenta una grande opportunità persa per l’intera economia. I ritardi continui finiscono soltanto per favorire i mercati di gioco illegali. Senza un intervento rapido, il comparto fisico rischia un declino irreversibile. Il settore necessita subito di certezze per continuare a creare valore.
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